Quando una stella muore, il suo destino dipende principalmente dalla massa iniziale della stella. Le stelle di massa simile al nostro Sole seguono generalmente il seguente processo:
Fase di Gonfiamento: Quando una stella come il Sole esaurisce il suo combustibile nucleare (principalmente idrogeno), inizia a gonfiarsi e diventare una gigante rossa.
Espulsione degli Strati Esterni: Durante la fase di gigante rossa, la stella espelle gli strati esterni nello spazio, formando una nebulosa planetaria. In questo processo, la stella perde molta della sua massa.
Nucleo Remanente: Ciò che resta della stella è il suo nucleo, che può essere una nana bianca, una stella di neutroni o, nel caso di stelle molto massicce, un buco nero.
Se il sistema stellare ha pianeti, durante la fase di espulsione degli strati esterni, i pianeti più vicini potrebbero essere influenzati e distrutti, o potrebbero essere espulsi nello spazio. Tuttavia, la distruzione diretta di pianeti da parte della stella morente non è un evento comune.
Se la stella è sufficientemente massiccia, il nucleo rimanente potrebbe collassare ulteriormente, formando una stella di neutroni o, in alcuni casi, un buco nero. Questi oggetti sono molto densi e hanno forti campi gravitazionali, ma il loro impatto su eventuali pianeti rimanenti dipende dalla distanza tra di essi.
Ora, per la prima volta, grazie alla potenza del Gemini South Adaptive Optics Imager (GSAOI) – che si trova sul telescopio Gemini South, gestito dal NOIRLab della NSF – un gruppo di astronomi è riuscito a osservare la prima prova diretta di una stella morente che si espande fino a inghiottire uno dei suoi pianeti.
La prova di questo evento consiste in un’esplosione “durata a lungo e che ha emesso poca energia” di una stella della Via Lattea che si trova a circa 13.000 anni luce dalla Terra. Questo episodio, cioè il divoramento di un pianeta da parte di una stella in agonia, probabilmente ci dà un’idea del destino finale di Mercurio, Venere e Terra quando il nostro Sole inizierà la sua agonia in circa cinque miliardi di anni.
Per la maggior parte della sua vita una stella simile al Sole fonde l’idrogeno in elio nel suo nucleo caldo e denso; ciò consente alla stella di opporsi al peso dei suoi strati esterni che tendono a schiacciarla. Quando l’idrogeno nel nucleo si esaurisce, la stella inizia a fondere l’elio in carbonio e la fusione dell’idrogeno si ha solo negli strati esterni della stella, provocandone l’espansione e trasformando la stella simile al Sole in una “gigante rossa”.
In breve, la morte di una stella non comporta necessariamente l’inghiottimento diretto dei pianeti, ma il destino dei pianeti dipende dalla massa della stella morente e dalla loro posizione nel sistema stellare.
